MGMT. Non so se riescono a stare dietro all’hype che li precede.
Mi sembra che ripropongano sempre la stessa matrice, poca fantasia e tanta pesca nel passato.
A tratti mi sembra di avere davanti un gruppo da oratorio, oratorio nuiorchese s’intende. Il tiro si alza e si abbassa continuamente, quando si abbassa annoia. Ogni tanto un muro di suono, ma e’ solo magia di pedali e synth. L’acustica del Rocket questa sera e’ pessima. Il locale e’ murato di persone. Siamo lì perche’ e’ gratis, siamo lì per curiosita’, siamo lì per i MGMT. Ma che cazzo stai a di’.
Segni distintivi dell’hype: tra il pubblico il direttore di Rolling Stone italia, e una ragazza che approfitta di un momento di vuoto per gridare I’m your bitch.








