A Torino il pubblico delle grandi occasioni c’è tutto. Era da un po’ che in quel locale non si stava così stretti.
I sette nuiorchesi partono con Myth Takes (che io continuo a pensare che la si troverà in una prossima colonna sonora di Tarantino) e l’atmosfera si incendia subito. In un attimo capisci il perché di tutte quelle buone recensioni. E capisci soprattutto chi ti diceva che dal vivo tutto suona ancora meglio. Finalmente un concerto con della pancia, con sostanza. Un’ora e mezza pestata, ricca di suoni improvvisazioni e commistioni. Vien da credere che certi lavori in fondo riescano a uscire solo dalle influenze culturali e soniche che una certa New York può offrire. L’orchesta punkfunk (termine comunque riduttivo) stretta su quel minuscolo palco si scambia strumenti e voci tra intuizioni elettroniche, sax, chitarre effettate, percussioni e tanto cowbell.
Il consiglio è ovviamente quello di andarli a vedere, saranno in Italia ancora per qualche data (almeno Milano e Roma), e oltre a godervi un bello spettacolo avrete anche il piacere di vedere al basso il potenziale sosia del Grande Lebowski.
E adesso per continuare l’ormai noto concorso del Boss “Trova L’Intruso” per la serata di ieri tra il pubblico si segnalano gli Eiffel 65. (io con Paolo Liguori ai Guillemots comunque mi sento ancora imbattibile).

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