Se i soldi sono finiti è normale che adesso ci si trovi in tempi bui.
Fa parte della normale gestione di un periodo del cazzo, ma se a ricordarcelo sono 3 personaggi vestiti come Napoleone è più accettabile. Perché della crisi sventolata ai 4 media ci siamo assuefatti in fretta e annoiati ancor prima. Invece la musica, quella buona, sembra sempre più sincera, più diretta. Se poi ci si aggiunge una sana scarica elettrica e rabbiosa ironia tutto diventa molto digeribile, pure la faccia di Briatore, e far girare il disco risulterà sicuramente più piacevole che far passare un notiziario.
No del disco non c’è molto da dire, perché è un album diretto, che sembra scritto da un adolescente precocemente maturato. E’ un buon disco italiano e non c’è bisogno di particolari sofismi. I momenti più pacati lasciano spazio al Bel Canto, e Bevo se avessi ancora 16 anni lo porterei ad inno dell’anno. Vicenza spacca.







