giovedì, 11 dicembre 2008,21:41

Un mio amico mi segnala questo. Stupendo.

 

Mentre in un bel pò segnalano già l'ottimo video degli amici Trabant.

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domenica, 07 dicembre 2008,15:01

in uno Spazio211 murato dall’occasione.

Abbiamo capito cosa racconteremo di questi cazzi di anni zero.

Dell’unico cantautore, nuovo, di cui fra vent’anni parleremo.

Di quanta potenza e poesia su 4 gambe di sedia.

Di una nuova intelligenza rauca, di una nuova dolcezza incazzata.

 LLDCE

ma lo sapevamo già da un po’…

venerdì, 05 dicembre 2008,09:26

Il blog è stanco. Stanco. Un post così neanche volevo scriverlo, ma è giusto dare un po’ di giustificazioni. Le classiche due parole che si dicono a un amico che non si vede da un pezzo, guarda un periodaccio, lascia stare.

Comunque, il blog non è morto anche se iniziava a puzzare di cadavere. Noi siamo in salute, certo alle prese con i guai del postfordismo e dello scoglionamento giovanile, ma ancora sani e vitali.

 

Mi piacerebbe scrivere tutti i post che mi segno sulle pagine grigie della mia testa la mattina in macchina mentre vado al lavoro, e alla sera in macchina quando torno dal lavoro. Ma neanche li ricordo più. Ho pensato a nuove rubriche. Ho pensato anche di annotare i miei pensieri, o i pensieri della gente che riesco a rubare in ascensore. Questo credo che lo farò, ve ne accorgerete quando vedrete qualche riga di delirio, o di profonda umanità.

 

E la musica, si poi ci sarebbe la musica. Che io ascolto solo più Giusi Ferreri, e ho iniziato a odiare le radio che una volta per compagnia ogni tanto apprezzavo. Odio l’heavy rotation, odio quello che canta ahi messalina (o qualcosa di simile), odio anche Giuliano Palma e i suoi cazzo di Bluebeathers.

Ma vi siete mai chiesti come Giulano Palma scriva i pezzi?

Nasce tutto la domenica. Si sveglia e va a pranzo dai genitori. Li il padre nostalgico tira fuori qualche vecchio vinile, quasi tutti successi, i singoloni dell’epoca. Giulano ascolta, forse apprezza. Finisce di mangiare, saluta. Si incammina. Raduna i suoi al bar con la scusa dell’amaro. Chiama la chitarra, e l’imperativo e fare tutto in levare. La batteria, metti la pelle che sai tu e fai uscire quel solito suono li. I fiati, voi state tranquilli un attimo, voi entrate solo nei ritornelli. Il testo ce l’abbiamo già. L’interpretazione è sempre la stessa. Il pezzo è pronto, ricordiamoci solo che quando lo facciamo dal vivo sul finale acceleriamo.

A quanti dischi uguali siamo già arrivati?

 

E comunque è tutta colpa delle radio e soprattutto di quello di ahi Messalina.

 

Ma voi, voi come state? Siete andati a leggere cose più interessanti ovviamente. Dai cercate di tornare, di dire in giro che è tornato lo sciampagn del web. Di fare anche solo un cenno. Chiedete. Sputtanate. Vogliamoci ancora bene.

 

E intanto mi sono reso conto che avevo ancora voglia di scrivere. Che ho trasformato questo post in uno di quei locali per mangiare che sull’insegna hanno scritto di tutto e i menù di otto pagine scritti in wordart o in Comic Sans passano dalla pizza alla griglieria attraverso l’immancabile antipasto misto di pesce e il profitterol industriale.

 

Ma in qualche modo bisognava pur tornare. E questo è quanto.

State bene

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