Il blog è stanco. Stanco. Un post così neanche volevo scriverlo, ma è giusto dare un po’ di giustificazioni. Le classiche due parole che si dicono a un amico che non si vede da un pezzo, guarda un periodaccio, lascia stare.
Comunque, il blog non è morto anche se iniziava a puzzare di cadavere. Noi siamo in salute, certo alle prese con i guai del postfordismo e dello scoglionamento giovanile, ma ancora sani e vitali.
Mi piacerebbe scrivere tutti i post che mi segno sulle pagine grigie della mia testa la mattina in macchina mentre vado al lavoro, e alla sera in macchina quando torno dal lavoro. Ma neanche li ricordo più. Ho pensato a nuove rubriche. Ho pensato anche di annotare i miei pensieri, o i pensieri della gente che riesco a rubare in ascensore. Questo credo che lo farò, ve ne accorgerete quando vedrete qualche riga di delirio, o di profonda umanità.
E la musica, si poi ci sarebbe la musica. Che io ascolto solo più Giusi Ferreri, e ho iniziato a odiare le radio che una volta per compagnia ogni tanto apprezzavo. Odio l’heavy rotation, odio quello che canta ahi messalina (o qualcosa di simile), odio anche Giuliano Palma e i suoi cazzo di Bluebeathers.
Ma vi siete mai chiesti come Giulano Palma scriva i pezzi?
Nasce tutto la domenica. Si sveglia e va a pranzo dai genitori. Li il padre nostalgico tira fuori qualche vecchio vinile, quasi tutti successi, i singoloni dell’epoca. Giulano ascolta, forse apprezza. Finisce di mangiare, saluta. Si incammina. Raduna i suoi al bar con la scusa dell’amaro. Chiama la chitarra, e l’imperativo e fare tutto in levare. La batteria, metti la pelle che sai tu e fai uscire quel solito suono li. I fiati, voi state tranquilli un attimo, voi entrate solo nei ritornelli. Il testo ce l’abbiamo già. L’interpretazione è sempre la stessa. Il pezzo è pronto, ricordiamoci solo che quando lo facciamo dal vivo sul finale acceleriamo.
A quanti dischi uguali siamo già arrivati?
E comunque è tutta colpa delle radio e soprattutto di quello di ahi Messalina.
Ma voi, voi come state? Siete andati a leggere cose più interessanti ovviamente. Dai cercate di tornare, di dire in giro che è tornato lo sciampagn del web. Di fare anche solo un cenno. Chiedete. Sputtanate. Vogliamoci ancora bene.
E intanto mi sono reso conto che avevo ancora voglia di scrivere. Che ho trasformato questo post in uno di quei locali per mangiare che sull’insegna hanno scritto di tutto e i menù di otto pagine scritti in wordart o in Comic Sans passano dalla pizza alla griglieria attraverso l’immancabile antipasto misto di pesce e il profitterol industriale.
Ma in qualche modo bisognava pur tornare. E questo è quanto.
State bene